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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

IA appare più empatica dei medici, ma il problema è strutturale

uno stetoscopio su sfondo astratto che richiama l'AI

Un’analisi pubblicata sul British Medical Bulletin mostra che in 13 studi su 15 le risposte fornite da sistemi di intelligenza artificiale sono state giudicate più empatiche di quelle dei medici reali. Come nota The Conversation, prima di attribuire all’IA una presunta superiorità nei termini di questa caratteristica profondamente umana, va chiarito che gli studi in questione confrontano solo risposte scritte, non interazioni reali. Inoltre, le ricerche hanno valutato solo l’apparenza di empatia e non hanno misurato gli effetti reali sull’esito clinico, i rischi e i potenziali danni.

The Conversation evidenzia che questi dati sono indicativi del fatto che i sistemi organizzativi impediscono ai professionisti di esprimere pienamente le loro capacità umane. L’apparente maggiore empatia dell’IA è infatti sintomo di un problema sistemico. I medici dedicano un terzo del loro tempo a documentazione burocratica e protocolli standardizzati, mentre almeno un terzo soffre di burnout – ma la percentuale supera il 60% in alcune specialità. Come sottolinea l’articolo, abbiamo paradossalmente trasformato i professionisti sanitari in “robot”, e lo stress cronico esaurisce inevitabilmente le riserve emotive necessarie per l’autentica empatia.

In questo contesto, l’AI potrebbe ad esempio gestire compiti amministrativi e liberare tempo e spazio mentale ai medici. Oppure potrebbe minacciare di sostituire proprio quella connessione umana che rimane l’insostituibile punto di forza dell’assistenza sanitaria. Non si tratta di un destino tecnologico inevitabile, ma di una questione di organizzazione sociale riguardo a come scegliamo di strutturare il lavoro clinico.

Leggi l’articolo completo: AI is beating doctors at empathy – because we’ve turned doctors into robots su The Conversation

Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (18/05/2025).

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