Sta diventando sempre più comune ormai rivolgersi ai chatbot per ricevere orientamento personale. Nel settembre 2025, OpenAI ha pubblicato dati che mostrano come molte persone utilizzino ChatGPT soprattutto come consulente per la propria vita, più che per semplici compiti pratici tanto da portare alcuni a chiedere aiuto all’IA per definire i buoni propositi del 2026.
Secondo Zainab Iftikhar, ricercatrice alla Brown University, l’IA può abbassare le barriere all’autoriflessione e risultare efficace per chi si sente bloccato o sopraffatto e in questo senso i suggerimenti generati possono fungere da impalcatura per organizzare pensieri e obiettivi, ma esistono forti rischi. Difatti, i modelli linguistici sono addestrati principalmente su testi in inglese e tendono a riprodurre valori occidentali e narrazioni culturali dominanti, con il risultato che gli obiettivi suggeriti rischiano di essere generici e poco personalizzati. Oltre a ciò, questi chatbot sono progettati per renderci felici: come spiega Ziang Xiao della Johns Hopkins University, spesso privilegiano l’accordo rispetto all’accuratezza, impegnandosi in quella che viene chiamata “sycophancy“, ovvero un accontentare eccessivamente l’utente.
Per usare al meglio questi strumenti, dunque, gli esperti consigliano di analizzare criticamente le risposte e fornire un feedback dettagliato, proprio come si farebbe con una persona reale.
Leggi l’articolo completo AI as a life coach: experts share what works, what doesn’t and what to look out for su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (20/07/2025).

