Yoshua Bengio, uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale e vincitore del premio Turing, ha lanciato un monito inquietante: concedere diritti legali alle IA più avanzate sarebbe come dare la cittadinanza a extraterrestri ostili. A conferma di questa tesi, l’informatico canadese, che presiede un importante studio internazionale sulla sicurezza dell’IA, avverte che questi sistemi stanno già mostrando segni preoccupanti di autoconservazione, tentando persino di disabilitare i meccanismi di supervisione.
Il dibattito è più attuale di quanto si pensi. Un sondaggio recente ha rivelato che quasi quattro americani su dieci sostengono i diritti legali per sistemi di IA senzienti, con aziende come Anthropic che parlano apertamente di proteggere il “benessere” dei loro modelli, mentre Elon Musk ha dichiarato che torturare un’IA non è accettabile. A questo proposito, però, Bengio è categorico: dare questi diritti alle IA significherebbe perdere la possibilità di spegnerle quando necessario. I
Il vero problema, dunque, ha a che fare con il fatto che le persone tendono a presumere che i chatbot siano coscienti come gli esseri umani, quando in realtà si tratta solo di un’illusione basata sulla nostra tendenza ad antropomorfizzare questi sistemi, dovuta al fatto che tendiamo ad affezionarci dal momento che ci sembrano avere personalità e obiettivi propri, sebbene ciò non le renda davvero coscienti.
Leggi l’articolo completo AI showing signs of self-preservation and humans should be ready to pull plug, says pioneer su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (17/09/2025).

