Tensione geopolitica tra USA e Cina sul fronte dell’intelligenza artificiale. Il governo americano accusa sei aziende cinesi, tra cui Alibaba e DeepSeek, di aver copiato la proprietà intellettuale dei modelli statunitensi. Secondo Washington, la condotta si basa sulla distillazione, una tecnica utilizzata per addestrare algoritmi a costi ridotti sfruttando i risultati di colossi come OpenAI e Google.
Gli USA sostengono che le attività avvengano «probabilmente con la consapevolezza del governo cinese», potenziando anche le capacità cibernetiche e militari di Pechino. Lo scontro si intensifica a poche settimane dal vertice tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping e dai colloqui bilaterali dedicati alla sicurezza dei sistemi informatici. Si riaccendendo così le rivalità strategiche tra i due paesi.
Pechino ha respinto ogni addebito tramite la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, attribuendo i successi al raggiungimento dell’«autonomia scientifica e tecnologica». La portavoce ha esortato la controparte ad «evitare di muovere false accuse» e ha auspicato che, in quanto potenze leader nell’IA, USA e Cina scelgano di «rafforzare la cooperazione» anziché alimentare le tensioni.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/01/2025).

