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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

IA e impatto sul lavoro, Altman e Amodei rivedono le loro previsioni

Lavoratori vestiti da ufficio che camminano numerosi in scia verso una stessa direzione. Prospettiva dal basso verso l'alto, in lontananza. Stile disegno e acquarello da tono azzurri e blu.

Fortune racconta il cambio di tono di Sam Altman e Dario Amodei sull’impatto dell’IA sul lavoro, proprio mentre OpenAI e Anthropic p preparano IPO con valutazioni stimate intorno a mille miliardi di dollari. Altman, che nel giugno 2025 aveva avvertito del rischio per i ruoli entry-level, ha dichiarato che la la sostituzione del lavoro non si è materializzata nei termini temuti. Amodei, che in passato aveva evocato la possibile eliminazione del 50% dei lavori white-collar, oggi descrive l’automazione come un moltiplicatore.

Resta invariata la posizione di David Solomon, CEO di Goldman Sachs, che recentemente sul New York Times ha argomentato come le grandi ondate tecnologiche del passato abbiano trasformato forme, competenze e settori del lavoro, aprendo anche nuovi spazi occupazionali, piuttosto che ridurre l’occupazione in modo lineare.

I dati citati da Fortune restano ad ogni modo ambivalenti. I licenziamenti tech nei primi cinque mesi del 2026 hanno già superato quota 115.000, mentre lo Yale Budget Lab non rileva variazioni significative nel mix occupazionale dei settori ad alta esposizione all’IA dal lancio di ChatGPT.

Leggi l’articolo completo: Sam Altman and Dario Amodei are both walking back AI jobs apocalypse predictions as they eye IPOs su Fortune

Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (14/01/2025).

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