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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

IA e lavoro tech, anche i neolaureati di Stanford faticano a trovarlo

una sala studio di una biblioteca universitaria

Secondo quanto riportato da Futurism, anche i neolaureati in ingegneria informatica delle università d’élite come Stanford faticano a trovare lavoro nel settore tecnologico.

Il Los Angeles Times riporta il clima di crescente frustrazione nei campus e le parole di Amr Awadallah, CEO della startup Vectara, secondo cui “l’IA oggi scrive codice meglio del tipico junior developer”, al punto che “non abbiamo più bisogno di sviluppatori junior”. La dichiarazione riflette le convinzioni di molte aziende ritengono di poter sostituire dieci programmatori con due sviluppatori senior e un modello linguistico, rendendo superflui i junior developer. Il risultato è un mercato che sembra essersi chiuso proprio all’ingresso. Di fronte a questo scenario, molti giovani accettano ruoli un tempo considerati di ripiego, avviano startup ad alto rischio o prolungano il percorso accademico con master e dottorati pur di restare competitivi.

Eppure, nota Futurism, i dati mostrano un quadro più complesso. Studi recenti mostrano che l’uso dell’IA può rallentare gli sviluppatori, mentre un report di Vanguard evidenzia che le professioni più esposte all’automazione crescono più della media, anche in termini salariali. Per l’analista Morten Rand-Hendriksen il problema non è tecnologico ma economico – e organizzativo, potremmo aggiungere. L’IA non sostituisce le persone, ma viene usata per massimizzare profitti di breve periodo, erodendo competenze e valore del lavoro umano nel lungo termine.

Leggi l’articolo completo: Top Software Engineering Students Can’t Get a Job Because of AI su Futurism

Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (09/04/2025).

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