Durante un panel di un evento, il presidente e CEO di NYC Health + Hospitals (società di New York che gestisce 11 ospedali) Mitchell Katz ha dichiarato che ” potremmo sostituire una grande parte dei radiologi con l’IA già adesso, se fossimo pronti ad affrontare la sfida regolatoria”. Il CEO ha fatto l’esempio degli screening mammografici, sostenendo che affidare all’IA la lettura di routine e coinvolgere i radiologi solo in presenza di anomalie permetterebbe agli ospedali di conseguire risparmi considerevoli.
Interpellato da Radiology Business, il radiologo di San Diego Mohammed Suhail ha criticato duramente le dichiarazioni di Katz, definendole la dimostrazione di come amministratori privi di competenze cliniche possano costituire un pericolo per i pazienti, in quanto troppo inclini ad accettare acriticamente le promesse di aziende tecnologiche ancora lontane dal garantire standard di cura adeguati. Affidare le diagnosi radiologiche esclusivamente a sistemi automatizzati produrrebbe morti e danni ai pazienti, ha aggiunto, e “solo qualcuno che non ha la minima comprensione della radiologia potrebbe dire una cosa così ingenua”.
Un recente studio dell’Università di Stanford (non ancora sottoposto a peer review) ha evidenziato che alcuni modelli di IA applicati alle radiografie toraciche possono ottenere risultati eccellenti nei test senza aver mai “visto” le immagini, costruendo spiegazioni coerenti e simulando un ragionamento completo pur non avendo alcun dato visivo su cui fondarsi.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/05/2025).

