L’intelligenza artificiale sta rapidamente entrando nei processi del real estate italiano, ma con un approccio più strategico che impulsivo. È quanto emerge dal Global Real Estate Technology Survey 2025 di JLL, condotto su oltre 1.500 decision maker globali, che fotografa un settore in forte evoluzione, ancora in fase di sperimentazione ma sempre più consapevole del valore della tecnologia come leva competitiva.
I dati parlano chiaro: nel segmento degli occupier, il 95% delle aziende italiane ha avviato progetti pilota di intelligenza artificiale nel corporate real estate, in forte crescita rispetto al 64% del 2024. Tuttavia, la diffusione non coincide ancora con una piena maturità: la maggior parte delle organizzazioni si trova in una fase esplorativa. Difatti, uno degli elementi distintivi del mercato italiano è l’attenzione alla pianificazione, con attività già avviate dal 68% degli occupier contro una media globale del 40%, mentre meno brillante è l’esecuzione operativa: solo il 27% ha già avviato un percorso strutturato di modernizzazione dei sistemi con l’AI che viene utilizzata soprattutto per l’analisi dei dati immobiliari e l’ottimizzazione dei portafogli.
Inoltre, anche sul fronte degli investimenti l’intelligenza artificiale sta diventando un fattore strutturale. L’80% degli investitori italiani sta già testando applicazioni o prevede di farlo a breve, con il 95% che riconosce il valore della tecnologia nel gestire la volatilità di mercato.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/01/2026).

