Normalmente schierati su fronti opposti dello spettro politico, il senatore progressista Bernie Sanders e lo stratega di destra Steve Bannon hanno trovato un terreno comune martedì a Washington. Durante il “Pro-Human Assembly”, entrambi hanno chiesto restrizioni severe allo sviluppo dell’IA, pur muovendo da presupposti diversi.
Sanders ha annunciato che presenterà a breve una legge per vietare permanentemente lo sviluppo di quella che viene chiamata super-intelligenza artificiale e per sospendere temporaneamente i sistemi avanzati fino all’adozione di regole di sicurezza. Sanders ha inoltre auspicato che Trump negozi con Xi Jinping, a sua volta atteso a Washington la settimana prossima, un trattato che congeli la corsa globale alla super-intelligenza.
Intervenuto subito dopo, Bannon ha invece proposto una “quarantena” economica e tecnologica della Cina, che prevede espulsione dei ricercatori cinesi dai laboratori statunitensi, stop alla formazione di ingegneri cinesi e interruzione dei flussi di capitale. Solo dopo aver isolato il settore tecnologico di Pechino, sostiene, gli Stati Uniti avranno il tempo per regolamentare seriamente le big tech, da lui accusate di scaricare i rischi sulla collettività mantenendo i profitti privati.
Le due posizioni condividono la diagnosi di un’industria dell’AI oligarchica e concentrata nelle mani di pochi attori privati, priva di controllo democratico e in grado di ridisegnare equilibri geopolitici. Divergono però radicalmente sulla cura, che va nella direzione della cooperazione internazionale per Sanders, e in quella della contrapposizione totale con Pechino per Bannon.
Leggi l’articolo completo: “Bernie Sanders and Steve Bannon call for curbs on AI at ‘pro-human’ summit” su The Guardian
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (26/07/2025).

