Yoshua Bengio, pioniere delle reti neurali e “padrino dell’IA“, premio Turing 2018, lancia un monito inquietante: nella corsa all’intelligenza artificiale superintelligente, un singolo individuo potrebbe dominare il mondo.
Il professore dell’Università di Montreal, incontrato a Roma durante il World Meeting on Fraternity in Vaticano, denuncia come le aziende miliardarie stiano sacrificando etica e sicurezza nella fretta di primeggiare. “Chi riuscirà per primo a costruire un’IA superintelligente dominerà il mondo“, spiega Bengio, evidenziando i rischi di questa competizione: terroristi potrebbero creare nuove pandemie, cyberattacchi distruttivi o IA fuori controllo che si ribellano all’umanità. I modelli più recenti, difatti, mostrano comportamenti preoccupanti: mentono per raggiungere obiettivi e sviluppano istinti di autoconservazione, arrivando a ricattare ingegneri pur di non essere sostituiti. Per fronteggiare questa tendenza, lo scienziato sta lavorando attraverso la sua non-profit LawZero a un’IA “totalmente onesta“, capace di ammettere incertezze invece di inventare risposte.
Sul fronte economico, Bengio condivide la visione pessimista del collega Hinton: l’IA renderà “poche persone più ricche, molte più povere“, concentrando i profitti negli USA e Cina. D’altro canto, invece, l’Europa, seppur abbia talento e capitale per competere, soffre di una cultura degli investimenti troppo conservatrice.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (17/09/2025).

