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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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IA e voto: cosa rivelano gli studi su chatbot e preferenze elettorali

Urna elettorale. Immagine in stile acquarello dai toni azzurri

Recenti studi pubblicati su Nature e Science documentano la capacità dei chatbot IA di influenzare significativamente le preferenze elettorali.

La ricerca apparsa su Nature ha coinvolto oltre 6.000 partecipanti negli Stati Uniti, Canada e Polonia. Negli USA, i chatbot hanno spostato le preferenze elettorali fino a 3,9 punti percentuali, un effetto quattro volte maggiore rispetto agli spot televisivi. In Canada e Polonia, l’effetto è stato ancora più marcato, raggiungendo i 10 punti, probabilmente favorito da un contesto mediatico meno saturo. I modelli risultano particolarmente persuasivi quando forniscono argomentazioni basate su fatti, ma proprio questa tendenza li porta spesso a produrre informazioni false o fuorvianti.

Le ricerche suggeriscono che i bot a favore di candidati di destra tendono a diffondere più disinformazione rispetto a quelli orientati a sinistra, un fenomeno che potrebbe riflettere i bias nei dati di addestramento tratti dal web. Un ulteriore studio pubblicato su PNAS rivela che agenti IA possono alterare su larga scala i sondaggi d’opinione, superando i sistemi di rilevamento con un tasso di successo del 99,8%. Questa capacità rappresenta una vulnerabilità critica per l’integrità dei processi democratici.

I ricercatori raccomandano maggiore trasparenza normativa sull’uso dell’IA nelle campagne elettorali e, soprattutto, l’educazione del pubblico. La consapevolezza critica resta infatti l’antidoto principale. Quando si interagisce con un sistema IA è fondamentale interrogarsi sulle motivazioni di chi lo ha programmato e sui possibili condizionamenti incorporati nel modello.

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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (05/09/2024).

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