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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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L’imperialismo digitale delle compagnie di social media statunitensi

immagine astratta di un martello da giudice che rappresenta le cause legali, con alcuni elementi astratti che richiamano tecnologia e intelligenza artificiale

Le compagnie di social media americane stanno utilizzando le leggi statunitensi per contrastare le regolamentazioni tecnologiche globali, applicando quello che secondo The Conversation è una forma di imperialismo digitale. Un caso emblematico è emerso a febbraio 2025. Le due compagnie di servizi social e media Trump Media & Technology Group e Rumble hanno contestato l’ordine del giudice della Corte Suprema brasiliana Alexandre de Moraes di sospendere alcuni account legati a campagne di disinformazione. La corte statunitense ha stabilito che le due compagnie non sono tenute a eseguire l’ordine.

La tendenza in atto consisterebbe nell’opporsi sempre più alle regolamentazioni internazionali, facendo leva sulla libertà di espressione garantita dalla legge americana come argomento per eludere la supervisione estera. In Brasile, ad esempio, il lobbying aveva già avuto successo nel 2020, quando Google e Meta hanno indebolito una proposta di legge brasiliana contro le fake news, presentandola come minaccia alla libertà d’espressione. Oggi però la sfida si è trasformata da pressione politica a intervento legale diretto, in cui i tribunali americani invalidano decisioni estere sulla responsabilità delle piattaforme.

Questa strategia potrebbe compromettere anche le normative europee come il Digital Services Act e l’Online Safety Act britannico. Gli “assolutisti americani del free speech” starebbero infatti cercando di stabilire precedenti legali che potrebbero minare gli sforzi regolatori di altre nazioni. Tenendo conto della sovrapposizione tra gli interessi politici dell’amministrazione Trump e quelli delle piattaforme social (nonché del fatto che proprio il presidente Trump ne possiede una) nell’ambito della deregolamentazione, le implicazioni di questo intreccio lobbystico potrebbero rivelarsi decisive per il futuro della governance digitale globale.

Leggi l’articolo completo “Digital imperialism: How US social media firms are using American law to challenge global tech regulation” su The Conversation

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025)

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