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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Industria musicale e IA: tracciabilità e licenze per i brani artificiali

immagine astratta di un pc da cui escono note musicali

L’industria musicale cambia approccio: invece di rimuovere i brani generati da IA dopo la pubblicazione, punta ora a tracciarli fin dall’origine. Etichette e piattaforme stanno costruendo sistemi di rilevamento integrati in tutta la filiera, dal training dei modelli fino alla distribuzione. L’obiettivo non è vietare la musica artificiale, ma rintracciarla e controllarla all’interno di una nuova economia basata su licenze e distribuzione autenticata.

In questo scenario, proliferano le startup che offrono soluzioni di tracciamento e rilevamento automatico. Startup come Vermillio e Musical AI stanno costruendo sistemi che analizzano i brani completati per identificare gli elementi sintetici e taggarli automaticamente nei metadati. TraceID di Vermillio, ad esempio, è capace di segmentare un brano e riconoscere elementi generati da AI. Altre aziende risalgono ai dataset di training per “quantificare” l’influenza creativa specifica.

Vermillio stima una crescita del mercato delle licenze autenticate da 75 milioni di dollari nel 2023 a 10 miliardi nel 2025. L’idea generale è quantificare l’“influenza creativa” degli artisti e integrare meccanismi di licenza prima della pubblicazione, invece che dopo contenziosi legali. Ma senza standard condivisi nè un sistema di governance indipendente, protocolli come il DNTP (Do Not Train Protocol, sviluppato da Spawning AI per pemettere ad artisti e detentori di diritti di etichettare le opere come “non utilizzabili” per l’addestramento di IA) restano fragili. La sfida rimane la costruzione di un’infrastruttura in grado di garantire trasparenza e adozione su larga scala.

Leggi l’articolo completo: The music industry is building the tech to hunt down AI songs su The Verge

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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