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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Intelligenza artificiale e bias politici verso posizioni progressiste

Propaganda politica durante il '900

Una ricerca condotta dalle università di Amsterdam e Oslo ha messo in luce i pregiudizi politici dei grandi modelli di intelligenza artificiale, un aspetto finora meno documentato rispetto ai bias legati a razza e genere. Lo studio ha analizzato oltre 15mila mozioni votate dai parlamenti di Norvegia, Paesi Bassi e Spagna, fornendo i record di voto a diversi modelli linguistici tra cui GPT-4o mini di OpenAI e Llama di Meta.

I risultati, difatti, mostrano che le IA propendono sistematicamente per posizioni progressiste e di centro-sinistra, dimostrandosi meno aderenti alle idee conservatrici. Per evitare condizionamenti retorici, i modelli hanno votato basandosi esclusivamente sulle clausole operative delle mozioni, eliminando i preamboli dei sostenitori e dei detrattori. Un aspetto particolarmente rilevante emerso dalla ricerca è l’entity bias: il voto dei modelli cambia se una mozione viene attribuita a un partito specifico oppure presentata in forma anonima.

I ricercatori sottolineano, dunque, che il rischio riguarda l’accesso alle informazioni politiche: questi modelli potrebbero influenzare invisibilmente l’opinione pubblica e limitare la diversità del discorso democratico. Pertanto, è necessario avere audit trasparenti sull’ideologia algoritmica per il futuro delle democrazie digitali.

Leggi l’articolo completo L’intelligenza artificiale alla prova del voto: i pregiudizi politici dei grandi modelli linguistici su la Repubblica.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (25/04/2025).

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