• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Intelligenza artificiale: cambia l’interfaccia, non l’informazione

Una donna seduta al pc

Sono passati tre anni da quando OpenAI ha presentato al mondo ChatGPT. Da quel momento sempre più persone si sono interrogate, spesso con toni apocalittici ed esistenziali, sull’intelligenza delle macchine capaci di creare testi, foto, video e musica apparentemente come fossero umani. Ma nessuna macchina è un essere umano. E non siamo di fronte a una nuova forma di intelligenza, anche se ormai per pigra convenzione la chiamiamo così, sostiene Federico Ferrazza.

Quello a cui stiamo assistendo è un altro tipo di rivoluzione, per certi versi già vista nel recente passato. L’intelligenza artificiale generativa risponde infatti a una semplice quanto importante necessità: ottenere da archivi di informazioni sempre più grandi risposte utili. Quando cerchiamo su un motore di ricerca come si cucina un piatto, ci viene restituito un elenco di link. Con l’IA generativa la risposta è più veloce e pratica: un testo che racconta direttamente come preparare un buon risotto. Dunque, quello che c’è di diverso tra una risposta pre-IA e una post non riguarda l’informazione in senso stretto, che c’era anche prima nei link, quanto piuttosto il modo in cui quelle stesse informazioni ci vengono proposte. In poche parole: cambia l’interfaccia. È una dinamica vista più volte dalla nascita della società digitale, dall’invenzione del World Wide Web dei primi anni Novanta, che fu un modo nuovo per accedere in maniera intuitiva alle informazioni presenti su Internet.

Pertanto, come si è ripetuto ciclicamente nella storia, ogni volta che arriva un’interfaccia innovativa, più semplice e veloce, sembra accadere qualcosa di magico, ma in realtà è solo la storia dell’innovazione tecnologica che si ripete.

Leggi l’articolo completo Una rivoluzione già vista su la Repubblica.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (26/03/2025).

Esplora altri articoli su questi temi