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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

L’intelligenza artificiale contro la solitudine

Una serie di persone che fissa lo schermo del proprio cellulare

C’è molta ansia oggi sui pericoli delle relazioni con l’intelligenza artificiale, tanto da parlare di una vera e propria “psicosi da IA” per descrivere chi sviluppa deliri dopo aver conversato con algoritmi.

Eppure, nonostante questo, dovremmo rallentare il panico. Difatti, sebbene i rischi esistano, vi sono anche altrettanti potenziali benefici. Ad esempio, gli esseri umani hanno sempre avuto relazioni sane con entità non umane: animali domestici, peluche, persino auto a cui diamo un nome, dimostrando come il fenomeno della parasocialità sia del tutto normale. Rispetto a questo, però, le IA sono diverse: parlano fluentemente, creando l’illusione di avere pensieri e sentimenti umani, e ci danno sempre ragione senza mai contraddirci, portandoci in molti casi alla delusioni, ma in altri anche ad alleviare anche i casi di isolamento, ormai sempre più dilaganti. Come spiega la giornalista Sangita Lal, chi critica probabilmente non ha mai sperimentato una vera solitudine. Difatti, studi recenti mostrano come i chatbot riducano del 30% i sintomi d’ansia, meno dei terapeuti umani ma comunque utili per chi non può accedervi.

Il vero pericolo, dunque, va ricercato nelle aziende che sviluppano questi strumenti in quanto, come spesso è successo nella storia, punteranno sempre di più a crearne dipendenza in modo da massimizzare i profitti. Pertanto, serve scienza rigorosa e organizzazioni orientate al bene pubblico, che aiutino le persone a sviluppare in forme sempre più compiute competenze sociali marcate.

Leggi l’articolo completo Could AI relationships actually be good for us? su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (15/01/2025).

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