L’intelligenza artificiale è diventata il villain preferito della televisione. Lo dimostra The Capture, thriller BBC in cui il misterioso “Simon” — presentato per stagioni come un burattinaio nell’ombra — si rivela essere un sistema di IA militare capace di pianificare operazioni, ricalibrarle in tempo reale e persino ordinare assassinii politici. I soldati eseguono ciecamente, convinti di essere semplici ingranaggi.
Lo sceneggiatore Ben Chanan, documentarista premiato ai BAFTA, costruisce scenari fondati su tecnologie reali: droni, deepfake e software controversi come Palantir, già dispiegati in conflitti dall’Ucraina a Gaza. «Spesso ho la sensazione che il mondo stia cercando di raggiungere The Capture», dice. Questo fenomeno attraversa tutta la serie. In Paradise, ad esempio, un computer quantistico chiamato “Alex” arriva a manipolare il tempo stesso; in The Morning Show, invece, un chatbot rivela informazioni riservate sulla CEO che lo ha creato; in Scarpetta di Amazon, una vedova usa un bot per parlare con il marito defunto. Persino le commedie lo esplorano: The Comeback racconta di uno studio che aggira uno sciopero di sceneggiatori affidando tutto all’IA.
Il filo comune, dunque, è uno: delegare il controllo alla tecnologia ha conseguenze imprevedibili. E mentre i modelli migliorano rapidamente, Chanan ammette di aver già provato a far scrivere un episodio a ChatGPT. «Non è ancora abbastanza buono», dice. «Ma chissà domani.»
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (31/08/2025).

