Roger McNamee, managing director di Elevation Partners e investitore di prima fase in Google e Facebook, analizza in un editoriale pubblicato su The Guardian i flussi finanziari e il rischio di bolla speculativa che caratterizzano gli investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale.
McNamee evidenzia che l’industria tecnologica ha stanziato circa 717 miliardi di dollari in tre anni nei Large Language Model e nelle relative infrastrutture, una somma che supera tutti gli investimenti tech dal 1956. Secondo le previsioni, i finanziamenti potrebbero raggiungere 1,48 trilioni nel 2025 (dati Gartner), mentre i ricavi effettivi dai prodotti LLM rimangono limitati e incerti. Questo squilibrio potrebbe generare un divario insostenibile tra investimenti e rendimenti.
L’esperto, con 43 anni di esperienza negli investimenti tecnologici, osserva inoltre come nel mercato siano attivi 5-6 programmi di sviluppo LLM sostanzialmente identici (Google, Amazon, Meta, xAI e Microsoft/OpenAI), tutti orientati a conquistare il monopolio globale. Le Big Tech, infatti, necessitano di nuovi monopoli per sostituire quelli esistenti, che ormai mostrano segnali di declino e di perdita di produttività. Tuttavia, l’adozione da parte dei clienti in settori come il diritto, l’educazione e lo sviluppo software sta portando a risultati deludenti.
Applicando la teoria di Jack Welch secondo cui solo due attori possono essere profittevoli in un settore competitivo, McNamee prevede che almeno tre degli attuali player dovranno svalutare investimenti nell’ordine dei 100 miliardi di dollari ciascuno. La resa dei conti potrebbe arrivare prima del previsto quando azionisti e dirigenti chiederanno prove concrete dei ritorni sui capitali investiti, con conseguenze potenzialmente devastanti per tutto il settore.
Leggi l’articolo completo: AI investors are in for a rude awakening su The Guardian
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (19/08/2025).

