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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Lavoratori keniani fondano la DLA: il lavoro dietro l’IA

lavoratori keniani fondano la DLA.

Dietro le quinte dell’intelligenza artificiale c’è un esercito silenzioso di persone: in Kenya, migliaia di lavoratori si occupano di etichettare i dati che permettono agli algoritmi di “imparare”. Spesso laureati, con competenze elevate e investimenti personali, questi professionisti sono essenziali per lo sviluppo dell’IA moderna. Eppure, il loro lavoro rimane in gran parte invisibile — e sottopagato.

Per far sentire la propria voce, hanno fondato la Data Labelers Association (DLA), con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro nel settore. “Molti di noi sono pagati pochi centesimi all’ora, e non sempre riceviamo quanto ci è dovuto”, denuncia Joan Kinyua, presidente dell’associazione. “E mentre aiutiamo a creare tecnologie all’avanguardia, spesso i prodotti finiti non arrivano neppure nel nostro Paese”.

La DLA chiede salari dignitosi, tutele legali, contratti chiari e supporto psicologico, specialmente per chi è esposto quotidianamente a contenuti traumatici durante la moderazione. Il lavoro che svolgono è fondamentale, ma le condizioni sono precarie: mancano previdenza sociale, assistenza sanitaria e stabilità economica.

Con l’associazione, i lavoratori vogliono avviare un dialogo con aziende e governo, per ottenere riconoscimento e diritti. Perché senza di loro, l’intelligenza artificiale semplicemente non funzionerebbe.

Leggi l’articolo completo “Kenyan AI workers form Data Labelers Association” su ComputerWeekly.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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