L’idea di servire il pubblico è sempre stata il cuore pulsante del giornalismo. Ma questo rapporto fondamentale sta cambiando in modi pericolosi con l’avvento dell’IA.
Difatti, quando cerchiamo informazioni su Google, ci appare subito un riassunto ordinato dei fatti principali. La maggior parte delle persone si accontenta di quello, senza cliccare sui siti delle testate. Quei riassunti li scrivono bot che setacciano il lavoro dei giornalisti e il risultato è che sempre meno lettori navigano sui siti, meno abbonati, meno inserzionisti. Per tale ragione, le grandi aziende mediatiche stanno firmando accordi con Google, OpenAI e gli altri, cedendo contenuti e archivi storici per addestrare le intelligenze artificiali in cambio di grosse cifre di denaro. Ma questo processo, tuttavia, oscura il meccanismo sottostante: una rottura nel rapporto tra giornalisti e pubblico, un trasferimento di potere dai media alle piattaforme di IA.
Dunque, se il giornalismo non serve gli interessi di chi controlla l’IA, i contenuti possono essere distorti o soppressi e ci priviamo della possibilità di scoprire notizie inattese, curate da esseri umani. Questo rischio, però, riguarda anche le testate che, perdendo il contatto diretto con i lettori, diventano vulnerabili se inseriti in una dinamica meramente consumistica.
Leggi l’articolo completo AI is changing the relationship between journalist and audience. There is much at stake su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (24/03/2025).

