Dal marzo del 2019 su Netflix è disponibile Love, Death & Robots; una serie animata che a dire il vero somiglia più un pugno nello stomaco, figurato s’intende. Qui la tecnologia non è una lezione morale da imparare, è una belva affamata. Ogni episodio è una corsa sfrenata dentro il grottesco e la distopia diventa un parco giochi per adulti dove nessuno ti chiede di riflettere, solo di sopravvivere allo spettacolo. Love, Death & Robots non è un’altra lezione di etica, è eccesso e crudeltà.
Vol.1, 2, 3 e 4
Il primo volume è stato un terremoto, 18 episodi diversissimi tra loro. Si passa da soldati che combattono mostri in scenari da videogioco a racconti di fantascienza sporca. In ogni episodio ritroviamo uno stile grafico differente e infatti ogni volta che si preme play non si sa coSA aspettarsi. Il Volume 2, uscito nel 2021, ha ridotto il numero di episodi ma ha puntato su racconti più compatti, meno dispersivi. Il Volume 3 (2022) ha riportato in primo piano la spettacolarità visiva. Poi è arrivata una pausa più lunga delle altre che ha portato all’uscita del Volume 4 (2025). Con quest’ultimo capitolo la serie ha toccato quota 45 episodi complessivi. Una collezione antologica di storie brevi che spaziano dalla satira politica al racconto esistenziale, in cui si continuano ad alternare esplosioni di violenza e caos a momenti silenziosi, quasi contemplativi.
La forza della frammentazione
La soglia dell’attenzione si è ridotta? Bene, Love, Death & Robots ha nella brevità il suo punto di forza. Non ci sono storie da seguire per stagioni intere o sottotrame da recuperare. Ogni episodio è un mondo a sé, inizia e finisce in modo netto. Puoi guardarne uno solo, oppure fare bingewatching. C’è anche un altro tipo di frammentazione, quello dell’immagine, ogni episodio, infatti, viene affidato a studi di animazione diversi. Il risultato è una varietà visiva impressionante. Non c’è un’unica “faccia” della serie, ciascuna storia trova la sua propria forma per essere raccontata,lo socpo però è comune: colpire in fretta, con un’idea forte o un’immagine che resta impressa.
La fine dell’antropocentrismo della fantascienza
Se la fantascienza classica cerca ancora di metterci al centro del racconto, qui siamo spettatori della nostra irrilevanza. Forse un giorno sarà uno yogurt a governarci ( Vol.1 episodio 6- “When The Yogurt Took Over”). Love, Death & Robots mette in scena l’arroganza, la stupidità o la fragilità della nostra specie davanti a forze molto più grandi di noi e ci ricorda che siamo solo una delle infinite possibilità dell’essere. Non è sicuro che il futuro ci appartenga.
Immagine presa dall’account Instagram ufficiale di “Love, Death and Robots”.

