Le vendite globali di abbigliamento usato sono cresciute del 12% nel 2025, fino a 289 miliardi di dollari, e potrebbero raggiungere i 393 miliardi entro cinque anni, crescendo al doppio della velocità del mercato dell’abbigliamento tradizionale. A dirlo è il rapporto annuale di ThredUp, basato sui dati di GlobalData: nel 2021 lo stesso mercato valeva appena 141 miliardi.
A guidare l’espansione sono piattaforme come Vinted, Depop e ThredUp, i cui ricavi crescono a ritmi sostenuti — anche se la redditività resta un nodo irrisolto per quasi tutte, tranne che per Vinted, l’unica ad aver chiuso in utile nel 2024. Per questo motivo, dunque, anche i grandi brand si sono mossi: Dr. Martens, Zara e Mulberry hanno avviato linee dedicate alla vendita e al recupero di capi usati e in questo scenario l’intelligenza artificiale sta giocando un ruolo sempre più centrale. Difatti, secondo James Reinhart, ceo di ThredUp, gli algoritmi permettono oggi di catalogare inventari vastissimi e connettere acquirenti e prodotti quasi istantaneamente, riducendo i punti di attrito tra la scoperta di un capo sui social e il suo acquisto.
La prossima fase del mercato, dunque, come spiega il ceo di ThreadUp, sarà vinta da chi saprà sfruttare meglio questa tecnologia. A fare da motore a questa crescita vi sono soprattutto i giovani tra i 14 e i 45 anni — genZ e millennial — che secondo GlobalData traineranno il 70% dell’espansione del settore nei prossimi anni.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (02/04/2026).

