Mark Zuckerberg ha iniziato a integrare un assistente di intelligenza artificiale personalizzato nello svolgimento delle sue funzioni di CEO di Meta, la multinazionale che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp. Secondo il Wall Street Journal, il sistema è in fase di addestramento e serve ad accelerare il reperimento di informazioni strategiche, permettendo a Zuckerberg di ottenere risposte immediate su flussi di lavoro complessi senza dover attraversare i numerosi strati gerarchici che filtrano le comunicazioni aziendali.
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che coinvolge l’intera forza lavoro di Meta. L’azienda ha sviluppato due strumenti interni basati su IA: Second Brain, archivio intelligente capace di indicizzare migliaia di documenti e restituire sintesi rapide su attività in corso, e My Claw, che accede a chat e file aziendali per comunicare con i colleghi al posto dell’utente. Entrambi appartengono alla categoria dell’IA agentica, ovvero software dotati di autonomia nel navigare database e completare sequenze di azioni coordinate senza supervisione umana continua.
L’accelerazione ha ricevuto una spinta decisiva con l’acquisizione della startup cinese Manus, avvenuta nel dicembre 2025, nota per agenti capaci di operare autonomamente fino a prendere il controllo del computer dell’utente. Zuckerberg ha dichiarato che il 2026 sarà l’anno in cui l’IA trasformerà radicalmente i processi interni di Meta, privilegiando i contributori individuali rispetto alle lunghe catene di comando. A sostenere questa trasformazione, investimenti tra 115 e 135 miliardi di dollari previsti per l’anno in corso, destinati ai Meta Superintelligence Labs e allo sviluppo di datacenter su scala globale.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (08/04/2025).

