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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Meta, attivista ottiene stop all’uso dei suoi dati personali

Una donna seduta al pc

Il caso di Tanya O’Carroll, attivista per i diritti umani di Londra, segna un punto di svolta nella battaglia contro l’uso indiscriminato dei dati personali da parte delle Big Tech. O’Carroll ha contestato l’uso dei suoi dati sensibili da parte di Meta, tra cui informazioni su relazioni familiari, interessi finanziari e orientamento politico, spesso dedotti dalle sue attività online. Il caso, che si è concluso prima del processo, ha portato l’azienda ad accettare di non indirizzare più pubblicità mirata utilizzando i suoi dati personali.

La vicenda rappresenta un passo importante verso il rispetto delle normative europee, in particolare il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). La vittoria di O’Carroll apre infatti la strada a potenziali azioni collettive nel Regno Unito, dove milioni di utenti potrebbero ora esercitare il proprio diritto di obiezione all’elaborazione dei propri dati personali. L’organizzazione non-profit Ekō sta promuovendo una campagna per sostenere questa azione.

Il precedente solleva inoltre questioni centrali sull’equilibrio di potere tra tecnologia e cittadini. Poiché la forte influenza politica dei colossi tecnologici potrebbe ostacolare una piena applicazione delle leggi esistenti, è essenziale che le autorità competenti, come l’Information Commissioner’s Office (ICO), garantiscano il rispetto delle normative e proteggano l’indipendenza della regolazione.

Leggi l’articolo completo “One brave woman wrenched back control of her data from the tech giants. Now, go and do the same” su The Guardian

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025)

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