Dal prossimo 8 maggio Instagram rimuoverà la crittografia end-to-end dai messaggi privati tra utenti. Meta ha comunicato la decisione in modo silenzioso, senza conferenze stampa né annunci in evidenza. Il risultato concreto è che l’azienda potrà leggere il contenuto di tutte le conversazioni dirette sulla piattaforma, non più solo quelle degli utenti che non avevano attivato la funzione. In Australia la disattivazione risultava già operativa nei giorni scorsi, quando Guardian Australia ha verificato lo stato dell’app.
La spiegazione ufficiale data da Zuckerberg è lo scarso utilizzo. Pochissime persone avevano scelto di abilitare la crittografia end-to-end; quindi, Meta ha deciso di eliminare l’opzione. Chi vuole continuare a messaggiare in modo cifrato può passare a WhatsApp, che rimane criptato. Il punto è proprio questo, secondo Tom Sulston di Digital Rights Watch. La mossa non sarebbe una resa alle pressioni di FBI, Interpol, NCA britannica e polizia federale australiana, tutti schierati da anni contro la crittografia end-to-end in nome della tutela dei minori, ma una scelta strategica per separare il social media dalla messaggistica. Instagram è una piattaforma dove gli utenti si scoprono tra estranei, WhatsApp presuppone che ci si conosca già. Due logiche, due prodotti.
Resta sullo sfondo la questione commerciale. Accedere ai contenuti dei messaggi apre possibilità di profilazione pubblicitaria e di addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Meta non lo starebbe facendo adesso, ma la pressione economica per farlo è enorme.
Leggi l’articolo completo “Instagram to remove end-to-end encryption for private messages in May” su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (23/03/2026).

