Repubblica riporta gli effetti delle elezioni di midterm statunitensi, che hanno consegnato ai democratici il controllo di Camera e Senato, sui mercati globali. I titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale, Nasdaq in testa, hanno aperto in ribasso; gli investitori temono che un Congresso diviso porti a un maggiore controllo normativo sullo sviluppo dell’IA, e a possibili ostacoli e costi più alti per l’espansione dei data center sul suolo statunitense. In calo anche i rendimenti dei Treasury bond, sulla scommessa che l’opposizione democratica limiti la spesa in deficit dell’amministrazione Trump, con un conseguente indebolimento del dollaro sulle altre valute.
Secondo gli analisti di Swissquote, negli ultimi due anni di mandato il sostegno presidenziale al boom dell’IA sarà “probabilmente oggetto di un maggiore scrutinio”. L’amministrazione Trump aveva sostenuto con forza l’espansione dell’intelligenza artificiale sia per rilanciare la produzione industriale interna, nel solco dello slogan “Make America Great Again”, che nell’ambito della competizione tecnologica con la Cina. Stando alle stime di Ubs, le principali aziende del settore (tra cui SpaceX, Anthropic, OpenAI e Nvidia) si sono impegnate per circa 3.500 miliardi di dollari, in gran parte finanziati a debito, che ora rischia di diventare più oneroso e difficile da collocare sui mercati. La liquidità degli investitori potrebbe ora spostarsi altrove, accelerando una rotazione verso altri segmenti di mercato già in corso da diverse settimane.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (15/06/2026).

