Secondo il report State of AI in Business 2025 del MIT, nonostante investimenti tra i 30 e i 40 miliardi di dollari, il 95% dei progetti attivati nelle aziende non genera ritorni economici tangibili. Solo il 5% delle iniziative pilota riesce a produrre valore, dando luogo a quello che i ricercatori definiscono come un vero e proprio “GenAI Divide”.
Lo studio, basato su oltre 300 casi, mostra che gli strumenti dedicati ai consumatori come ChatGPT raggiungono l’80% di adozione ma impattano solo sulla produttività individuale, non sui margini operativi. I sistemi enterprise personalizzati registrano performance ancora peggiori: il 60% delle aziende li valuta, solo il 20% li testa e appena il 5% li implementa. Le cause principali sono difficoltà di integrazione, mancanza di contestualizzazione e scarsa adattabilità ai flussi aziendali esistenti.
L’impatto dell’AI varia inoltre a seconda dal settore. Tecnologia e media mostrano cambiamenti strutturali, mentre sanità, finanza, retail e manifattura restano a livello sperimentale. I benefici concreti si concentrano soprattutto nella riduzione dei costi per servizi esterni, come customer service e agenzie creative, con risparmi fino al 30%.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (19/05/2025).

