A 88 anni, Morgan Freeman rimane una delle voci più iconiche di Hollywood, ma oggi quella voce leggendaria è minacciata dall’intelligenza artificiale. “Sono incavolato“, confessa l’attore in una videointervista da New York. “Vengo pagato per fare questo lavoro. Se lo fate senza di me, mi state derubando.”
A testimonianza di questa sua arrabbiatura, vi è il fatto che i suoi avvocati sono già impegnati su numerosi casi di uso non autorizzato. Difatti, a differenza di James Earl Jones che ha acconsentito alla replica della sua voce per Darth Vader, Freeman non ha dato alcun permesso. Quella voce inconfondibile non è stata un dono divino, ma frutto di duro lavoro. Al college di Los Angeles, un istruttore di nome Robert Whitman gli insegnò a parlare distintamente e ad abbassare il tono. “La voce della maggior parte delle persone è più alta di quanto potrebbe essere se sapessero rilassarla“, spiega l’attore. Nato a Memphis da un barbiere e un’insegnante, cresciuto nel Mississippi segregazionista, Freeman ha sempre saputo di voler recitare. Il successo arrivò solo a 50 anni con Street Smart, seguito da A spasso con Daisy e il cult Le ali della libertà, inizialmente un flop ma oggi il film più votato su IMDb.
Dunque, nonostante l’avvento dell’IA e un grave incidente nel 2008 che gli ha paralizzato la mano sinistra, l’attore non pensa minimamente alla pensione, dopo aver già interpretato presidenti, Nelson Mandela e persino Dio.
Leggi l’articolo completo ‘I enter a room and people say: “God just walked in”’: Morgan Freeman on voicing the divine, meeting Mandela – and his six decades on screen su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (07/09/2025).

