Elon Musk ha annunciato la fusione tra la sua azienda aerospaziale SpaceX e la startup di intelligenza artificiale xAI, creando un colosso da 1.250 miliardi di dollari. Secondo quanto riportato dal Guardian, l’operazione risponde a una duplice logica strategica.
Dal punto di vista tecnologico, Musk ambisce a spostare i datacenter nello spazio attraverso una costellazione di satelliti alimentati a energia solare, superando in questo modo i limiti energetici delle infrastrutture terrestri. L’obiettivo del piano è aggiungere 100 gigawatt di capacità AI annua, quasi il doppio dell’attuale capacità globale di 59 gigawatt, creando “il più ambizioso motore di innovazione verticalmente integrato dentro e fuori la Terra”. Esperti dell’Imperial College di Londra ne evidenziano però le sfide e criticità tecniche, relative alla connessione tra dispositivi orbitanti, le radiazioni solari e la manutenzione delle componenti.
Accanto all’ambizione tecnologica emerge una concreta pressione economica. xAI ha bruciato 13 miliardi di dollari nel 2023 competendo con colossi che investono centinaia di miliardi in AI, ma a differenza di Meta, Microsoft e Google non possiede business consolidati per autofinanziarsi. SpaceX, invece, genera 8 miliardi di profitti annui; la fusione garantisce così a xAI accesso diretto a capitale e investitori attratti dalla solidità del settore aerospaziale. Tenendo conto del fatto che Musk detiene il 44% della nuova SpaceX e il 17% di Tesla, gli analisti ipotizzano una futura ulteriore fusione tra le due società per creare un unico polo d’investimento.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (18/03/2025).

