Il cofondatore degli Eurythmics Dave Stewart sostiene che l’intelligenza artificiale rappresenti una forza inarrestabile nel settore musicale e invita gli artisti a licenziare le proprie opere alle piattaforme generative. La sua posizione emerge mentre major come Universal e Warner stringono accordi con piattaforme AI come Udio e Suno, permettendo agli utenti di creare musica basata sul lavoro degli artisti sotto contratto. Secondo Stewart, le aziende tecnologiche utilizzeranno comunque il materiale creativo anche in assenza di accordi preventivi, rendendo fondamentale per i musicisti mantenere il controllo attraverso licenze negoziate.
La posizione di Stewart si colloca in un contesto più ampio di rivendicazione dell’autonomia creativa. Con il lancio di Rare Entity, la sua nuova venture, propone un modello che sovverte le gerarchie tradizionali dell’industria in cui creativi occupano posizioni subordinate, basato sul finanziamento di progetti senza acquisizione dei diritti d’autore ma con partecipazione ai ricavi. L’obiettivo è restituire ai creativi il controllo sulle proprie opere.
Stewart vede l’IA come uno strumento creativo da padroneggiare. La sua visione combina pragmatismo tecnologico e difesa dell’autonomia artistica, anticipando una “disintegrazione” delle grandi corporation che controllano gli artisti e auspicando un futuro in cui i creativi gestiscano direttamente il proprio rapporto con le nuove tecnologie e il pubblico.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (25/11/2024).

