Si chiama Nava, ha una voce intensa e commovente, canta della speranza che nasce dal sacrificio. Eppure non esiste: è una cantante generata dall’intelligenza artificiale, creata dall’artista londinese di origine iraniana Farbod Mehr. Nella prima parte del 2026, mentre l’Iran attraversava la brutale repressione delle proteste anti-regime e poi l’assalto aereo statunitense-israeliano giunto alla terza settimana, la sua canzone Javanan-e Vatane — Gioventù della Patria — è diventata la colonna sonora di un popolo: 13 milioni di visualizzazioni su Instagram, con oltre il 70% dei contatti provenienti dall’interno del paese, nonostante il blocco di internet.
I testi attingono ai versi di Aref Qazvini, poeta del Novecento che cantava la resistenza all’autoritarismo e all’imperialismo. «Dal sangue dei giovani sono sbocciati i tulipani», recita uno dei passaggi più condivisi. Che Nava non sia reale, per molti ascoltatori, è del tutto irrilevante. «Le persone vogliono riconoscersi in questo personaggio», spiega Mehr. «È diventata la voce del tempo che stiamo vivendo.»
Dietro la scelta dell’IA c’è anche una ragione politica precisa: in Iran le donne non possono cantare in pubblico, e un’intelligenza artificiale non può essere arrestata — come invece accadde a Shervin Hajipour, incarcerata dopo che Baraye divenne l’inno delle proteste del 2022. Mehr, 34 anni, laureato al Central Saint Martins di Londra, segue la guerra da lontano con speranza e dolore e ad aprile Nava apparirà come ologramma su palchi a Washington e Toronto.
Leggi l’articolo completo Iranians embrace anthem by AI singer created by UK-based, Iran-born artist su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/06/2025).

