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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Le nuove politiche sull’IA mettono a rischio la nostra privacy su Gmail

Icona di Gmail sullo schermo di un pc

Non c’è nulla di cui preoccuparsi, dice Google ai suoi 2 miliardi di utenti Gmail, ma nelle ultime settimane lo schema si è ripetuto: notizie allarmistiche su violazioni della sicurezza e nuove politiche sull’intelligenza artificiale, seguite da rapide smentite ufficiali. Prima una presunta fuga di password Gmail, poi cambiamenti nell’addestramento dell’AI, con Google che ha prontamente chiarito.

Ma questo ping-pong tra titoli sensazionalistici e correzioni è cattiva notizia per tutti, dato che rivela quanto poco gli utenti comprendano realmente cosa viene fatto con i loro dati personali. Gemini, difatti, non è il nostro amico personale, così come non lo sono ChatGPT o Copilot, ma sono computer altrui che operano da grigi datacenter, consumando percentuali crescenti di energia e acqua mondiali e la responsabilità della privacy risiede, in ultima istanza, solo su di noi. Possiamo scegliere i fornitori che riteniamo migliori, cercando di non inseguire la tendenza comune di inseguire ciò che domina.

Pertanto, con le ultime notizie che riguardano Gmail, ci troviamo di fronte ad una decisione specifica da prendere, ovvero permettere a Gemini di esaminare la nostra casella di posta in modo del tutto consapevole, oppure provare a non sacrificare la nostra privacy per inerzia. Tuttavia, un aspetto è certo: mentre i giganti tech investono miliardi nell’IA, miliardi di utenti camminano nel sonno su ghiaccio sottile sottovalutando certe tematiche.

Leggi l’articolo completo Google’s New Gmail Update—2 Billion Users Must Now Decide su Forbes.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (01/12/2025).

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