OpenAI è coinvolta in diverse cause legali e indagini regolatorie che potrebbero minare la sua posizione di leader nel settore dell’intelligenza artificiale. L’azienda è oggetto di procedimenti avviati da Elon Musk, dal New York Times e da autori come John Grisham, mentre le autorità antitrust negli Stati Uniti e in Europa stanno esaminando la sua partnership con Microsoft. Una delle questioni chiave è la trasformazione di OpenAI da organizzazione no-profit a società a scopo di lucro, sostenuta da miliardi di dollari di investimenti. Questo cambiamento ha infatti sollevato interrogativi sulla sua governance e gli obiettivi futuri.
Le controversie si sviluppano su più fronti. Elon Musk accusa OpenAI di aver tradito la sua missione originaria, mentre l’azienda ha pubblicato e-mail che mostrerebbero il suo supporto iniziale alla svolta commerciale. Parallelamente, la società ha avviato un’indagine interna, affidata allo studio legale WilmerHale, per chiarire le circostanze della rimozione e del rapido reintegro del CEO Sam Altman. Sul piano regolatorio, le autorità antitrust stanno valutando se l’alleanza tra OpenAI e Microsoft possa limitare la concorrenza nel settore. Infine, sul fronte del copyright, OpenAI sta affrontato numerose cause legali contro diverse testate e autori, tra cui George R.R. Martin, con l’accusa di aver utilizzato illecitamente i loro contenuti per addestrare i suoi modelli. Il New York Times ha richiesto che, qualora venisse accertata una violazione, i modelli di ChatGPT addestrati sui suoi articoli vengano eliminati.
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