Sette famiglie di vittime della strage di Tumbler Ridge, avvenuta il febbraio scorso in British Columbia (Canada), hanno depositato martedì cause civili in un tribunale della California contro OpenAI e il suo AD Sam Altman. Le denunce accusano l’azienda di aver ignorato le interazioni preoccupanti tra ChatGPT e Jesse Van Rootselaar, la diciottenne responsabile della sparatoria in cui morirono otto persone e ne rimasero ferite venti, scegliendo di non allertare le forze dell’ordine canadesi.
Secondo uno degli atti depositati, un team interno di sicurezza di OpenAI aveva segnalato una reiterazione di contenuti violenti e raccomandato di informare la polizia, ma la dirigenza avrebbe bloccato la decisione ritenendo che l’attività non configurasse un rischio imminente (la soglia applicata dall’azienda per attivare segnalazioni esterne), limitandosi a bloccare l’account. Una delle denunce aggiunge che Van Rootselaar ne avrebbe poi aperto un secondo, con cui avrebbe continuato a usare il servizio per pianificare l’attacco.
OpenAI ha respinto tutte le accuse. Altman si è comunque scusato pubblicamente per non aver allertato la polizia, mentre un portavoce ha dichiarato che le procedure interne di valutazione delle minacce sono già state rafforzate.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (29/04/2025).

