OpenAI ha chiesto alla corte federale di San Francisco di respingere la causa intentata lo scorso mercoledì 24 settembre da xAI, startup di AI di Elon Musk, che accusa l’azienda di aver sottratto dipendenti per appropriarsi di segreti commerciali. OpenAI definisce la causa come “parte di una campagna di molestie” orchestrata da Musk, il cui gruppo starebbe perdendo personale verso concorrenti più solidi.
La denuncia di xAI afferma che OpenAI avrebbe deliberatamente reclutato personale chiave per ottenere informazioni sul chatbot Grok, che l’azienda di Musk sostiene essere più avanzato di ChatGPT. Nella sua risposta, OpenAI ha respinto le accuse, descrivendole come un tentativo di intimidazione volto a “distrarre dai fallimenti” del progetto competitivo di Musk nell’IA. L’azienda ha ribadito che i dipendenti “hanno pieno diritto di scegliere dove impiegare le proprie competenze” e che OpenAI può assumerli legittimamente. Ha anche sottolineato che i “i talenti stanno lasciando xAI in massa” per unirsi a diversi competitor, tra cui OpenAI stessa.
L’azione legale si colloca in una controversia più ampia tra Musk e OpenAI, che lui stesso contribuì a fondare e oggi al centro di una competizione serrata nel settore dell’AI generativa. Musk sta anche contestando la trasformazione di OpenAI in società a scopo di lucro, mentre OpenAI ha a sua volta controquerelato Musk per molestie. xAI ha inoltre sporto azione legale anche contro Apple e OpenAI per presunta collusione volta a limitare la concorrenza.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (29/04/2025).

