Venerdì mattina Peter Steinberger, creatore di OpenClaw, ha pubblicato su X la foto di un messaggio di Anthropic che sospendeva il suo account per attività “sospetta“, commentando che in futuro sarebbe stato più difficile garantire la compatibilità del suo strumento con i modelli dell’azienda. Il post è diventato virale nel giro di poche ore, e l’account è stato ripristinato altrettanto rapidamente. Un ingegnere di Anthropic ha persino commentato pubblicamente, precisando che nessuno è mai stato bannato per l’uso di OpenClaw.
La vicenda arriva a poca distanza da un’altra notizia scottante: Anthropic aveva appena annunciato che gli abbonamenti a Claude non avrebbero più coperto harness di terze parti come OpenClaw, obbligando gli utenti a pagare separatamente tramite API. Steinberger, tuttavia, sostiene di stare già rispettando le nuove regole, il che rende il ban ancora più difficile da spiegare. La sua frustrazione verso Anthropic non è nuova. Difatti, dopo il cambio di pricing, aveva già accusato l’azienda di aver copiato funzionalità popolari di OpenClaw nel proprio agente proprietario Cowork — in particolare Claude Dispatch, lanciato poche settimane prima della stretta commerciale.
Di fronte a questo, Anthropic giustifica la modifica con i maggiori costi computazionali degli agenti rispetto ai semplici prompt. A complicare il quadro c’è il fatto che Steinberger lavora oggi per OpenAI, rivale diretta di Anthropic, anche se lui stesso precisa di usare Claude solo per testare la compatibilità di OpenClaw, nell’ambito del suo impegno alla OpenClaw Foundation, separato dal ruolo in OpenAI.
Leggi l’articolo completo Anthropic temporarily banned OpenClaw’s creator from accessing Claude su TechCrunch.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (12/04/2026).

