La Financial Conduct Authority- organismo indipendente che regolamenta e vigila sul mercato e sulle imprese finanziarie nel Regno Unito- ha affidato a Palantir l’analisi di dati sensibili relativi a circa 42.000 aziende regolate. Si parla della valutazione di fascicoli investigativi, segnalazioni di frode, reclami dei consumatori. La scelta di Palantir, ha aperto un dibattito legale sul rischio che quei dati finanziari siano raggiungibili dalle autorità statunitensi attraverso tre leggi extraterritoriali.
La prima è il Cloud Act, che obbliga le aziende tech con sede negli USA a consegnare dati su richiesta delle autorità americane, anche se conservati all’estero. La FCA sostiene che Palantir sia solo “processore” e non “titolare” del dato, escludendosi così dall’ambito della legge. Un esperto legale ha però contestato questa lettura affermando che la distinzione non produce un’esclusione automatica. L’unica garanzia reale sarebbe impedire a Palantir qualsiasi accesso a dati intelligibili. A questo si aggiungono il Patriot Act, che copre esplicitamente i dati finanziari, e la Foreign Intelligence Surveillance Act, che consente il monitoraggio digitale di cittadini non americani all’estero senza mandato.
Palantir fornisce software all’ ICE, l’agenzia che gestisce le deportazioni sotto Trump, e intrattiene rapporti con i servizi di intelligence. Non si tratta di un’azienda tech generica, ma di un soggetto già inserito nei meccanismi attraverso cui le autorità USA raccolgono e usano informazioni. Il deputato liberal-democratico Martin Wrigley ha scritto alla FCA chiedendo su quale base giuridica il regolatore ritenga le tre leggi americane non applicabili. Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha bloccato per violazione delle norme sugli appalti un contratto da 50 milioni di sterline tra Palantir e la Metropolitan Police. Lo stop rappresenta un precedente che pesa sul dibattito ancora aperto intorno all’accordo con la FCA.
Leggi l’articolo completo “FCA’s Palantir deal could expose UK financial data to Trump’s US, critics fear” su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/06/2026).

