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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Le personalità dei vari LLM

Un'immagine con le parole "gentile", "egoista" e "altruista"

Oggi ChatGPT, Grok e Qwen sono a disposizione, ciascuno con una personalità ben definita. Difatti, le aziende che creano intelligenze artificiali, dagli Stati Uniti alla Cina, si confrontano sempre più su come modellare i loro caratteri, e questo non è un dibattito astratto.

L’aspetto pratico di tutto questo discorso può essere visto osservando come questo mese Grok di Elon Musk ha causato indignazione internazionale generando milioni di immagini sessualizzate, mentre lo scorso ottobre OpenAI ha dovuto riaddestrare ChatGPT dopo che sembrava aver incoraggiato un sedicenne a togliersi la vita. Per questo motivo, questi episodi dimostrano quanto le modifiche ai codici etici dei modelli possano avere conseguenze di vasta portata. A tal proposito, la scorsa settimana Anthropic ha pubblicato una “costituzione” di 84 pagine per Claude in cui, al posto di regole rigide su cosa fare e non fare che non sempre hanno funzionato, si è fornita un’ampia educazione etica su come essere virtuosa, saggia e “una brava persona”, dando vita ad un “documento dell’anima“, chiamato così internamente, che rappresenta un ventaglio di possibilità illimitate piuttosto che una gabbia che crea delle limitazioni.

Pertanto, ogni IA ha sviluppato tratti distintivi. Ad esempio, ChatGPT si può caratterizzare come “speranzoso e ottimista“, istruito ad “amare l’umanità“. D’altro canto, Claude appare “riflessivo e attento al benessere degli utenti“, anche se a volte estremamente moralista, mentre Grok è “provocatorio e controverso“, disposto a generare contenuti che altri modelli rifiutano. Infine, Gemini di Google è “formale e procedurale“.

Leggi l’articolo completo From ‘nerdy’ Gemini to ‘edgy’ Grok: how developers are shaping AI behaviours su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (04/02/2026).

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