Durante la World AI Conference di Shanghai, il premier cinese Li Qiang ha proposto la creazione di un’organizzazione internazionale per coordinare la cooperazione sull’intelligenza artificiale. Ha sottolineato l’urgenza di un framework globale condiviso per regolamentare lo sviluppo tecnologico, enfatizzando i rischi di sicurezza e il pericolo che l’AI diventi un “gioco esclusivo” riservato a pochi paesi e grandi aziende. Li ha invece promosso un approccio aperto e collaborativo, basato sull’open-source e sulla condivisione delle innovazioni, con particolare attenzione ai paesi del Sud globale.
L’intervento arriva pochi giorni dopo l’annuncio da parte di Trump di una strategia aggressiva di deregolamentazione per consolidare il dominio statunitense nel settore dell’AI. Pur senza mai citare direttamente gli Stati Uniti, il premier cinese ha indicato tra i principali ostacoli allo sviluppo tecnologico la scarsità di chip avanzati e le limitazioni alla circolazione dei talenti, ambiti in cui pesano le limitazioni imposte da Washington.
La World AI Conference è un evento annuale promosso dal governo cinese che riunisce aziende, ricercatori, investitori e policymaker. La conferenza ha visto la partecipazione di figure di rilievo come il premio Nobel per la fisica 2024 Geoffrey Hinton, l’inviata speciale del presidente francese per l’AI Anne Bouverot e l’ex CEO di Google Eric Schmidt. Elon Musk non ha preso parte all’edizione di quest’anno.
Leggi l’articolo completo: China calls for global AI cooperation days after Trump administration unveils low-regulation strategy su The Guardian
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (22/02/2025).

