Un gruppo di ricercatori della Stanford University ha progettato con l’IA i primi genomi completi di batteriofagi, un tipo di virus che infetta solo batteri impiegato come terapia contro diverse infezioni resistenti agli antibiotici. Usando Evo1 e Evo2 (due genome language models, ovvero modelli linguistici applicati al genoma, l’equivalente genetico dei chatbot AI), il team ha generato migliaia di genomi virali e ne ha sintetizzati quasi 300 in laboratorio, ottenendo 16 fagi funzionanti. Un loro cocktail ha eliminato ceppi di E. coli resistenti ai fagi naturali. Lo studio, già disponibile su BiorXiv, è stato pubblicato su Science.
Il risultato apre a importanti prospettive in ambito biotecnologico, ma solleva questioni relative alla biosicurezza. In un articolo di accompagnamento pubblicato sempre su Science, Tom Inglesby e Moritz Hanke del Center for Health Security della Johns Hopkins University osservano che la capacità di comporre genomi virali con l’IA generativa esiste già, mentre mancano ancora strumenti di governance adeguati. Tom Ellis (Imperial College London) ridimensiona l’allarme, sottolineando che si tratta del genoma più piccolo e semplice possibile da realizzare e che modificare patogeni esistenti resta molto più semplice — e pericoloso — che progettarne di nuovi da zero con l’AI. Filippa Lentzos, del King’s College di Londra, propone un approccio regolatorio su più livelli che integri controlli sullo sviluppo dei modelli, revisione della ricerca, screening della sintesi genica e biosicurezza di laboratorio.
Leggi l’articolo completo: Safety fears as scientists make first viruses designed by AI su The Guardian
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/12/2024).

