Le proteste esplose in Regno Unito dopo l’attacco di Southampton sono una conseguenza del modo in cui gli algoritmi dei social amplificano sentimenti di rabbia e indignazione.
Questa la posizione condivisa da diversi esperti che convergono sull’idea che le dinamiche di funzionamento dei social media abbiano contribuito alla radicalizzazione ed esplosione delle violenze, attraverso quella che Jacob Davey dell’Istituto per il Dialogo Strategico di Londra definisce una “tempesta perfetta”.
Gli algoritmi avrebbero favorito la circolazione di commenti intrisi di rabbia e retorica anti-migranti, funzionando dunque come un motore di polarizzazione dell’opinione pubblica.
Sotto la superficie dei social più diffusi opera inoltre un intero “ecosistema di informazione alternativa” che nutre queste narrative incitando alla violenza e innescando reazioni a catena. Un universo che include piattaforme come Telegram, Bitchute, Parler e Gab ed è riconosciuto come un terreno fertile per ideologie estremiste, cospirazioniste e di estrema-destra.
Nonostante una nutrita schiera composta da accademici, esperti e decisori politici raggiunga e fornisca una comprensione sempre più chiara di questo fenomeno sociale di natura anche tecnologica, non sono ancora state attuate misure concrete allo scopo di mitigarne i rischi e le conseguenze.
Leggi l’articolo completo ‘A polarisation engine’: how social media has created a ‘perfect storm’ for UK’s far-right riots su The Guardian

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