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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Quando l’IA inventa le citazioni: il caso Vandermeersch

immagine astratta di un grande schermo che mostra il sito del Foglio AI e un lettore seduto per terra

Un giornalista di lungo corso che cade nella trappola dell’intelligenza artificiale. È la storia di Peter Vandermeersch, ex caporedattore del quotidiano olandese NRC e figura di spicco del gruppo editoriale Mediahuis — editore del De Telegraaf e dell’Irish Independent — che è stato sospeso dal suo incarico di fellow per “giornalismo e società” dopo aver ammesso di aver pubblicato decine di citazioni false generate dall’IA.

Vandermeersch, difatti, usava strumenti come ChatGPT, Perplexity e NotebookLM per riassumere articoli, poi riportava le citazioni prodotte dai modelli nella sua newsletter su Substack senza verificarle. Il problema è che quelle frasi non erano mai state pronunciate dalle persone a cui venivano attribuite e sette di loro lo hanno confermato esplicitamente, dopo che la testata NRC ha condotto un’indagine interna.

Il giornalista ha riconosciuto pubblicamente l’errore, parlando di essere “caduto nella trappola delle allucinazioni in quanto questi sistemi producono citazioni talmente convincenti da risultare irresistibili», ha scritto. «Avrei dovuto verificarle. Il controllo umano è venuto meno». Pertanto, il CEO di Mediahuis ha confermato la sospensione, ribadendo che diligenza e supervisione umana sono principi non negoziabili.

Leggi l’articolo completo Senior European journalist suspended over AI-generated quotes su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (24/03/2025).

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