C’è qualcosa di inquietante che si sta insinuando nei palazzi del potere australiano, ed è l’intelligenza artificiale che inventa fonti inesistenti. Un’inchiesta del The Guardian Australia ha svelato che il sistema delle consultazioni parlamentari — nato per raccogliere pareri di esperti e cittadini — è sempre più contaminato da contenuti generati dall’IA, ricchi di “allucinazioni“: studi mai esistiti, attribuiti a ricercatori reali.
Difatti, incrociando i riferimenti bibliografici di tutte le memorie presentate al parlamento con i principali database accademici, i giornalisti hanno individuato almeno 39 documenti con citazioni apparentemente inventate, e oltre cento contenevano persino i link automatici generati da ChatGPT, segno inequivocabile del loro utilizzo. Tra i casi più eclatanti, una memoria su un’inchiesta sulla violenza domestica attribuiva una ricerca fantasma alla psicologa Divna Haslam, dell’Università del Queensland: lei stessa ha definito la citazione “spaventosa” per quanto apparisse credibile, tanto che persino gli AI Overview di Google l’hanno riassunta come fosse autentica. Sorte simile è toccata all’accademica Nicole Gurran e alla giornalista Margaret Simons, entrambe vittime di citazioni fasulle.
Secondo l’esperto Christian Downie, il rischio è che i parlamentari finiscano per decidere sulla base di “prove che non esistono“, erodendo la fiducia nelle istituzioni. Interpellate, OpenAI ha invitato a usare ChatGPT come “una prima bozza, non una fonte definitiva“, mentre Google ha difeso il funzionamento dei propri AI Overview, paragonandoli alla ricerca tradizionale.
Leggi l’articolo completo ‘Scary’: how misinformation and AI hallucinations are infiltrating Australia’s parliament su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (31/01/2026).

