Kim Kardashian ha rivelato in un’intervista a Vanity Fair di avere un rapporto “tossico” con ChatGPT, definendolo la sua “nemica-amica“. La star, attualmente impegnata negli studi per diventare avvocato, ha ammesso di aver fallito esami di legge proprio a causa delle informazioni errate fornite dall’intelligenza artificiale.
Kardashian usa ChatGPT per consulenze legali, fotografando le domande e caricandole nella chat. Il problema è che le risposte sono sempre sbagliate e non le hanno permesso di superare diversi test portando la star ad imprecare frasi contro la stessa IA chiedendole come mai l’ha fatta bocciare. Come è ormai ben noto, difatti, il fenomeno alla base di questi errori si chiama “allucinazione“: ChatGPT a volte crea risposte inventate invece di ammettere di non poter rispondere con sicurezza, in quanto la tecnologia non è programmata per distinguere le informazioni corrette da quelle false, ma per prevedere la risposta più probabile basandosi su enormi quantità di dati, che potrebbe non essere fattualmente accurata. A testimonianza di ciò, vi è il fatto che alcuni avvocati sono stati addirittura sanzionati per aver usato ChatGPT nella stesura di documenti legali che citavano casi giudiziari inesistenti.
L’aspetto curioso, però, ha a che fare con l’appello di Kardashian alle emozioni, simbolo della tendenza di antropomorfizzare gli LLM che accomuna la maggior parte delle persone che usano ChatGPT, affibbiando l’aspetto di essere senziente a questi strumenti.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (08/11/2025).

