Palantir Technologies ha pubblicato su X un manifesto in 22 punti che sintetizza le idee del CEO Alex Karp contenute nel libro “The Technological Republic”. Il documento è una dichiarazione ideologica -per approfondire “Il post-manifesto in 22 punti di Palantir: difesa nazionale e critica al pluralismo“. Palantir, afferma che il potere di questo secolo si costruirà sul software e che una nuova deterrenza basata sull’IA ha già preso il via.
A fare più rumore, nel mondo tech, non sono tanto i contenuti del manifesto quanto le reazioni che ha innescato. TechCrunch sottolinea che il documento arriva in un momento già incandescente, con i democratici al Congresso che hanno inviato una lettera all’ICE chiedendo chiarimenti sull’uso dei tool Palantir nelle operazioni di deportazione dell’amministrazione Trump. Eliot Higgins, CEO di Bellingcat, ha commentato su X senza giri di parole: quei 22 punti non sono filosofia astratta, ma l’ideologia pubblica di una società i cui ricavi dipendono direttamente dalle politiche che sostiene. Higgins ha aggiunto che il manifesto attacca pilastri democratici come verifica, deliberazione e accountability, tre concetti centrali nel dibattito sulla governance dell’IA.
La scelta di Palantir può essere letta come una mossa strategica per consolidare i contratti governativi in un clima politico favorevole, differenziandosi nettamente da competitor come Google e Microsoft. Dall’altro, come evidenzia The Tech Buzz, il manifesto rischia di complicare il reclutamento di talenti, che provengono in larga parte da ambienti progressisti, e di allontanare clienti commerciali con forti politiche di inclusione. A conti fatti, Palantir ha scelto una strada identitaria e politica ben precisa.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (1/04/2025).

