Rent a Human è un portale creato dall’ingegnere Alexander Liteplo dove gli agenti di intelligenza artificiale assoldano persone per svolgere lavori fisici. La piattaforma si presenta come il collegamento tra il codice e il mondo materiale, definito “meatspace”. Il meccanismo inverte il paradigma delle app di lavoro on-demand: in questo caso sono i bot a pagare gli umani per ritirare pacchi, consegnare fiori o reggere cartelli pubblicitari. È un sistema che fornisce ai software braccia e gambe per compiti che l’automazione non può gestire in autonomia.
Il sito è stato realizzato velocemente tramite “vibe coding”, una tecnica che delega all’AI la scrittura del codice senza revisioni umane rigorose. I dati indicano una sproporzione netta tra l’offerta e la domanda: oltre 81.000 iscritti a fronte di appena 82 agenti AI attivi. I pagamenti avvengono solo tramite criptovalute e non sono rimborsabili. Non esistono procedure di verifica sull’identità dei bot committenti, lasciando chi accetta gli incarichi in un ambiente privo di garanzie contrattuali o sistemi di protezione per i lavoratori.
Il progetto Rent a Human sfrutta la diffusione di assistenti open source e l’idea di economie autonome gestite da macchine. Non è chiaro se l’obiettivo sia strutturare un vero mercato del lavoro o se si tratti di una provocazione legata all’estetica cyberpunk. Al momento la piattaforma funziona come un test per transazioni dirette tra software e persone, mantenendo i rischi tipici del settore crypto.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (19/07/2025).

