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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine - L’Intelligenza Artificiale è più di quello che appare

Ron Salaj

Ron Salaj è un ricercatore e attivista che lavora all’intersezione tra tecnologia per lo sviluppo, studi critici sull’IA, filosofia politica e progettazione di processi partecipativi per un approccio democratico alle nuove tecnologie emergenti. Attualmente coordina un Master su “ICT per lo sviluppo e il bene sociale”, organizzato dall’Università di Torino e da Impactskills. È anche membro del gruppo di esperti del Dipartimento Educazione del Consiglio d’Europa che lavora sulla regolamentazione e le implicazioni dei sistemi di intelligenza artificiale nell’istruzione. Inoltre, ha aiutato il Dipartimento antidiscriminazione del Consiglio d’Europa a curare e lanciare il primo corso su “IA e discriminazione” per gli attori governativi di Regno Unito, Francia e Belgio. In precedenza, ha co-fondato il progetto di citizen science “Science for Change Movement” in Kosovo ed è stato uno dei membri del team che ha lanciato il primo Innovations Lab dell’UNICEF in Kosovo.

Temi generatori senza IA generativa: Nutella, oranghi e un dialogo con mio figlio

Temi generatori senza IA generativa: Nutella, oranghi e un dialogo con mio figlio

Un padre usa Nutella e oranghi per educare il figlio al legame tra desideri, mondo e ingiustizia, mostrando perché l’IA non sostituisce il dialogo.
Dagli SDGs ai GPT: la solidarietà sacrificata sull’altare dell’automazione?

Dagli SDGs ai GPT: la solidarietà sacrificata sull’altare dell’automazione?

L’IA rischia di minare solidarietà e principi umanitari, servendo interessi privati più che gli SGDs (obiettivi di sviluppo sostenibile)
In nome dell’efficienza, è arrivato il tempo dei mostri

In nome dell’efficienza, è arrivato il tempo dei mostri

Dall'automazione di Babbage all'IA odierna, l'efficienza, promessa di progresso, è diventata un'ideologia di controllo, capace di generare mostri e tragedie.
Psicopolitica dell’IA. Terza Parte: Brutalismo

Psicopolitica dell’IA. Terza Parte: Brutalismo

Il brutalismo dell'IA rappresenta la fusione di materialità, immaterialità e corporeità, trasformando il potere in una forza geomorfica che gestisce corpi e dati in modo disumanizzante. Infrastrutture fisiche come data center e tecnologie di sorveglianza automatizzano la violenza e perpetuano razzismi strutturali. Criticato per favorire razionalità neoliberali e autoritarie, l'IA diventa un dispositivo di controllo sociale che sfrutta ed espelle i più vulnerabili. Occorre risvegliare una resistenza attiva contro queste logiche oppressive.
Psicopolitica dell’IA. Seconda Parte: Furto-sfruttamento

Psicopolitica dell’IA. Seconda Parte: Furto-sfruttamento

L’IA si basa su furto e sfruttamento nascosti, trasformando il lavoro sottopagato e le risorse naturali in sistemi complessi. Le comodità tecnologiche mascherano realtà socio-economiche ingiuste, con l’auto-sfruttamento come nuova forma di controllo. L’IA esercita un potere brutalista, automatizzando la violenza e la marginalizzazione dei più vulnerabili.
Psicopolitica dell’IA. Prima parte: Feticismo

Psicopolitica dell’IA. Prima parte: Feticismo

Il "feticismo dell'IA" descrive come l'IA sia divenuta un simbolo di desiderio che maschera la sua dipendenza dal lavoro umano sfruttato. Presentata come inevitabile, l'IA agisce come un feticcio tecnologico basato su appropriazione e sfruttamento.