OpenAI e Perplexity hanno lanciato questa settimana nuove funzionalità di shopping assistito da IA integrate direttamente nell’interfaccia del chatbot. Con le festività alle porte, Adobe prevede una crescita del 520% nello shopping online assistito da IA. Tuttavia, nonostante l’ingresso dei colossi, alcune delle startup specializzate nel settore dello shopping AI non appaiono intimorite, stando a quanto riportato da TechCrunch.
Strumenti verticali come quelli di Onton o Daydream puntano infatti su dataset proprietari e conoscenza di dominio, elementi fondamentali nel mondo dell’e-commerce e in ambiti come moda o interior design, dove i modelli generalisti restano vincolati a indici di ricerca tradizionali e a una comprensione superficiale delle categorie merceologiche.
A livello strutturale, il vantaggio di OpenAI e Perplexity risiede nella base utenti esistente e nelle partnership con Shopify e PayPal, che permettono il checkout diretto nell’interfaccia conversazionale. Entrambe le aziende cercano percorsi verso la redditività e l’e-commerce potrebbe rappresentare un’opzione, seguendo il modello pubblicitario di Google e Amazon, ma questo rischia di esacerbare i problemi esistenti davanti a cui gli utenti si scontrano già attualmente durante la ricerca online.
Julie Bornstein, CEO di Daydream ed esperta di e-commerce di lunga data, resta convinta che i modelli verticali e specializzati prevarranno perché calibrati sulle reali dinamiche decisionali dei consumatori.
Leggi l’articolo completo: OpenAI and Perplexity are launching AI shopping assistants, but competing startups aren’t sweating su TechCrunch
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (02/05/2025).

