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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Smart Glass e privacy: Meta citata in giudizio negli Stati Uniti

un documento legale in primo piano su sfondo astratto

Meta è stata citata in giudizio negli Stati Uniti per presunta violazione della privacy e pubblicità ingannevole legata ai suoi Smart Glass. L’indagine originaria, condotta da giornali svedesi, ha rivelato che lavoratori di un subappaltatore keniota revisionano i filmati catturati dagli occhiali degli utenti, tra cui contenuti sensibili come nudità e momenti intimi. Il caso ha già attirato l’attenzione del regolatore britannico ICO.

I querelanti, rappresentati dalla Clarkson Law Firm, contestano un contrasto stridente tra il marketing dell’azienda, che prometteva occhiali “progettati per la privacy, controllati da te” e la realtà operativa. I dati vengono infatti inviati a una pipeline di revisione umana da cui gli utenti non possono escludersi. Nel 2025, oltre sette milioni di persone hanno acquistato il dispositivo.

La causa riguarda anche Luxottica, partner di Meta nella produzione degli occhiali. I querelanti sottolineano il problema della privacy in un contesto di crescente preoccupazione per la tecnologia di sorveglianza, confermato anche dall’emergere di applicazioni che rilevano la presenza di occhiali smart nelle vicinanze. Meta ha dichiarato di proteggere la privacy degli utenti, ma la questione solleva dubbi sulla trasparenza delle sue politiche.

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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (29/04/2025).

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