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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Sorveglianza biometrica: l’Australia scansiona un milione di persone

Software per il riconoscimento facciale

Per cinque mesi la polizia dell’Australia Occidentale ha messo alla prova il riconoscimento facciale in tempo reale, e i numeri sono impressionanti: 1.380.882 volti scansionati in 100 operazioni, tra città e zone rurali, con 122 arresti, 146 interazioni con autori di reati sessuali registrati e dieci persone rintracciate per un controllo sul loro stato di benessere.

Il sistema funzionava con telecamere installate su furgoni o su veicoli della polizia, che confrontavano i volti dei passanti con una lista di ricercati. Per chi non era in elenco, le immagini venivano sfocate subito e cancellate. I falsi allarmi sono stati nove, pari allo 0,00065% delle scansioni. Il commissario Col Blanch li ha definiti «un numero molto basso, ma non zero»: nessuno è stato arrestato, ma ogni persona è stata fermata e interpellata.

Le associazioni per i diritti civili contestano però quel calcolo. Secondo Bill Rowlings, di Civil Liberties Australia, il vero tasso di errore si conoscerà solo quando si saprà quante delle 122 persone arrestate saranno condannate. Sarah Schwartz, dello Human Rights Law Centre, ricorda invece che dietro ogni errore c’è una persona reale, e si chiede se una sorveglianza biometrica di massa sia «proporzionata» in una democrazia. Restano anche i timori sui bias: gli algoritmi, storicamente, sbagliano di più con le persone dalla pelle scura. Intanto i furgoni sono stati ritirati, in attesa di una valutazione interna.

Leggi l’articolo completo Police use facial recognition to scan one million faces in WA trial leading to 122 arrests su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (20/07/2025).

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